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Studi e ricerche di nuove tecnologie ci vengono in supporto nella vita di tutti i giorni, sia per il benessere, la cultura, il miglioramento del proprio stile di vita e sopratutto della propria salute.
Oggi voglio fare un focus su un argomento che interessa un’ampia fetta di popolazione, le lesioni cartilaginee osteocondrali.
Si tratta di lesioni che coinvolgono anche l’osso sottostante la cartilagine e che non colpiscono soltanto gente in età avanzata, come è possibile supporre.
Spesso sono giovani a dover sopportare un problema simile che con il tempo diventa invalidante impedendo lo svolgimento delle attività quotidiane.
La chirurgia protesica, con inserimento di parti in metallo in sostituzione dell’area danneggiata, è stata fino ad adesso l’unica soluzione a problematiche ossee e cartilaginee; pratica che però porta con sè diverse controindicazioni.
L’inserimento di un oggetto estraneo spesso non è ben accetto dal nostro corpo, inoltre queste parti hanno una scadenza ed dovrebbero essere sostituite a cadenza quindicinale; ciò prevede dunque la necessità di sottoporre ad un intervento chirurgico invasivo gente in età avanzata, con tutti i rischi del caso.

Studi in questo ambito hanno portato alla nascita di una novità che cambierà la vita di molti pazienti affetti da questa patologia.
Si tratta dell’impianto di un presidio biologico composto da nanostrutture complesse. Si tratta di tessuti artificiali estremamente sofisticati che vengono inseriti nella lesione articolare ed attirano le cellule staminali le quali sono in grado dì differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante.
Ciò comporta di conseguenza una guarigione naturale della lesione che può permettere lo svolgimento della propria vita come prima.

A testimonianza, un video racconto di chi ha provato questa nuova tecnica, migliorando il proprio stile di vita e riprendendo le proprie funzionalità al 100%.

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